Il quinto incontro tecnico del progetto LIFE AGROWETLANDS II è stato dedicato alla replicabilità del sistema Smart Agrowetlands in Spagna, nell’area sperimentale della Comunidad de Regantes de Carrizales (Elche). Il meeting è stato realizzato con il supporto finanziario del Progetto stesso e con la preziosa collaborazione dei colleghi della Comunidad de Carrizales e di IVIA (Instituto Valenciano de Investigaciones Agraria) di Valencia e di Elche.
I lavori si sono svolti presso la Stazione Sperimentale Agraria di IVIA ad Elche, nella sala conferenze, messa gentilmente a disposizione dal Direttore della Stazione, Dr. J. Bartual. Erano presenti vari stakeholders locali, tra cui il sindaco di Elche e il presidente della Comunidad de Regantes de Carrizales, Dopo i saluti, le presentazioni dei ricercatori spagnoli di IVIA e italiani partecipanti al progetto, una tavola rotonda con discussione con gli agricoltori, cui è seguita una visita di campo, nell’area dimostrativa della Comunidad de Carrizales, attrezzata con sensori per il suolo e le acque, collegati da una rete WSN, realizzata con finanziamento LIFE AGROWETLANDS II.
Le due aree interessate dal progetto LIFE AGROWETLANDS II, in Italia e Spagna, come evidenziato da F. Antòn Vidal presidente della Comunidad de Regantes de Carrizales e da P. Pietrobon direttore tecnico della Cooperativa Agrisfera di Ravenna sono caratterizzate entrambe da salinità del suolo e delle acque. Esse presentano, tuttavia, differenze climatiche notevoli, che influenzano l’applicazione dei risultati nella pratica irrigua. La Cooperativa Agrisfera (Ravenna), in aree con terreni salini che sono prossime al litorale, coltiva seminativi in asciutto o con parziale supporto irriguo. Il modesto ricorso all’irrigazione è legato all’andamento meteorologico, non sempre siccitoso in estate. Nella Comunidad de Carrizales in Spagna, le precipitazioni medie annue sono circa la metà che nell’area italiana, il che rende fondamentale l’irrigazione. A ciò si aggiunge il turno irriguo abbastanza lungo (10-15 giorni), al quale l’agricoltore si può solo adattare, anche per quanto riguarda il metodo irriguo: prevale infatti lo scorrimento superficiale con forti volumi ad ogni intervento. In queste condizioni, il monitoraggio in remoto dell’umidità e della salinità mantiene una sua utilità come elemento interpretativo del comportamento colturale, anche ai fini di una previsione del risultato produttivo. Più difficilmente si può prestare a una modulazione degli interventi che solo una maggior diffusione di altri metodi irrigui (es., ala gocciolante) potrebbe permettere.
F. Antòn Vidal e P. Pietrobon hanno evidenziato anche le differenze di tipo organizzativo che caratterizzano le due aree interessate dal progetto. La prima riunisce aziende agricole, per lo più di piccole e medie dimensioni, che ricadono in uno specifico bacino irriguo; la seconda è una grande cooperativa bracciantile con diversi settori produttivi (dalla zootecnia alla frutticoltura), ma a gestione unitaria e bilancio unico.
Emanuele Tavelli di Winet s.r.l., partner di LIFE AGROWETLANDS II, ha presentato il sistema per il monitoraggio in remoto dell’umidità e della salinità dell’acqua e del suolo tramite sensori inseriti nel terreno, nei canali di irrigazione e nella falda. La rete WSN realizzata nei due siti sperimentali, italiano e spagnolo, costituisce il presupposto essenziale per conoscere in tempo reale le condizioni di umidità e salinità, molto variabili nel corso della stagione colturale, da cui dipendono le decisioni per l’irrigazione.
Fernando Visconti di IVIA ha presentato le performance del modello SALTIRSOIL come sistema di supporto decisionale ai fini dell’irrigazione nella zona di Valencia e nell’area della Comunidad di Carrizales. E’ stata mostrata una simulazione di guida dell’irrigazione su erba medica. In base agli input del sistema (dati meteorologici, caratteristiche del terreno e della coltura e salinità iniziale del terreno e dell’acqua irrigua), il modello fornisce come output una descrizione dei principali parametri ambientali nel corso della stagione vegetativa, la quantità d’acqua necessaria e la produzione di biomassa ottenibile in funzione del livello irriguo in annate a diversa piovosità. Ne deriva che in annata secca, se si desidera produrre almeno il 90% del potenziale della coltura, occorrono quasi 2000 mm di apporto idrico, pari a 20.000 m3/ha di acqua con un livello di salinità di riferimento (4 dS/m) distribuita tramite scorrimento superficiale. Si tratta di un volume di irrigazione stagionale particolarmente elevato, che evidenzia la criticità della situazione spagnola cui si accennava all’inizio.
Marinella Masina di UNIBO ha presentato il sistema Smart Agrowetlands messo a punto nell’area sperimentale italiana. Il DSS di Smart Agrowetlands, è basato su AquaCrop, software della FAO che è stato adattato alle specifiche caratteristiche dell’area, implementando, in particolare, il modulo salinità di cui è dotato. La rete dei sensori, che copre un’area di diversi km² permette un accurato monitoraggio delle condizioni (umidità e salinità) di suolo e terreno. AquaCrop ha consentito di descrivere con apprezzabile precisione la crescita del mais nel corso della stagione vegetativa 2018 e 2019, in funzione dell’irrigazione e della salinità del suolo e delle acque. La rilevazione in remoto dello stato di sviluppo vegetativo attraverso indici ottenuti da immagini Sentinel 2, quali NDVI in primis, e la stima dell’evapotraspirazione, hanno permesso una buona interpretazione dello stato di sviluppo e della produzione finale.
José Miguel De Paz di IVIA ha descritto i momenti dell’installazione delle postazioni wireless per il monitoraggio in continuo delle caratteristiche di suolo, acque e parametri meteorologici all’interno dell’area sperimentale di Carrizales. Il monitoraggio effettuato a partire da aprile 2019, ha fornito una dettagliata descrizione degli effetti di un evento piovoso eccezionale: oltre 200 mm caduti in un paio di giorni a metà settembre 2019. Questo si è tradotto in allagamenti per una decina di giorni, con diminuzione della salinità del terreno non irriguo che, precedentemente all’evento, era più salino del terreno irriguo. Riguardo alla salinità dell’acqua freatica e di drenaggio, l’onda di variazione dei parametri indotta dall’evento è stata, parimenti, pienamente avvertibile. Anche in questo caso, quindi, il sistema di monitoraggio ha fornito informazioni utili per un’interpretazione in tempo reale dei fenomeni in corso.
I lavori si sono conclusi con una tavola rotonda, coordinata da J.M. De Paz, presenti il presidente della Comunidad de Carrizales, i ricercatori di IVIA, e rappresentanti di tutti i partner italiani del progetto, che ha riconsiderato gli argomenti affrontati negli interventi tecnici, con il coinvolgimento diretto nella discussione degli agricoltori della Comunidad de Carrizales che erano presenti all’incontro.